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Il Programma triennale per la trasparenza e l’integrità definisce le modalità di attuazione degli obblighi di pubblicazione previsti dalla normativa vigente, e le misure organizzative che ogni amministrazione prende per assicurare la regolarità e la tempestività dei flussi informativi. Scopo principale della trasparenza è favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche, da qui il forte legame con il piano anticorruzione.
Il programma triennale per la trasparenza (PTTI) 2016/2018 è stato predisposto dal Dirigente scolastico in data 25/05/2016 e sottoposto in visione al Consiglio di Istituto, per la delibera, in data 15/06/2016.

PTTI 2016-2017-2018

Cos'è il piano triennale di prevenzione della corruzione PTPC

Il Piano Triennale di prevenzione della corruzione (PTPC), secondo il disposto dell'articolo 1 della Legge 6 novembre 2012, n. 190, costituisce la modalità principale attraverso la quale le Amministrazioni Pubbliche definiscono e comunicano all’Autorità Nazionale Anticorruzione “la valutazione del diverso livello di esposizione degli uffici a rischio di corruzione e indicano gli interventi organizzativi volti a prevenire il medesimo rischio “ (articolo 1, comma 5).

Il P.T.P.C rappresenta, quindi, lo strumento attraverso il quale l’amministrazione descrive il “processo” finalizzato ad implementare una strategia di prevenzione del fenomeno corruttivo ovvero all’individuazione e all’attivazione di azioni, ponderate e coerenti tra loro capaci di ridurre significativamente il rischio di comportamenti corrotti. Esso, quindi, è frutto di un processo di analisi del fenomeno stesso e di successiva identificazione, attuazione e monitoraggio di un sistema di prevenzione della corruzione.

Il P.T.P.C. non è un documento di studio o di indagine, ma uno strumento per l’individuazione di misure concrete, da realizzare con certezza e da vigilare quanto ad effettiva applicazione e quanto ad efficacia preventiva della corruzione.

Adozione piano triennale per la prevenzione della corruzione per le istituzioni scolastiche della toscana 2016-2018.

Patto di Integrità

L’amministrazione pubblica ha l’obbligo di procedere nelle sue attività con il principio della trasparenza, allo scopo di contrastare la corruzione e la concussione. Oltre al principio della trasparenza, l’obiettivo può essere raggiunto con l’inserimento del “patto di integrità” fra le clausole contrattuali.

Il patto di integrità negli avvisi e bandi di gara.

Il dilagante fenomeno della corruzione e della concussione ha spinto i legislatori ad una serie di provvedimenti fra i quali, il “patto di integrità” concepito dopo gli scandali corruttivi sui grandi lavori.

Il patto di integrità è adottato dagli enti pubblici nei rapporti contrattuali con i privati e può essere definito come una misura preventiva nei confronti della corruzione, concussione ed infiltrazione della criminalità nelle fasi di affidamento di appalti e per i servizi dati in concessione. Allo stato attuale, quasi tutti gli enti pubblici hanno adottato il modello del patto di integrità e fra le regioni, la Lombardia è stata una delle prime con la deliberazione della giunta regionale (D.G.R.) n. 1299 del 30 gennaio 2014, pubblicata sul bollettino ufficiale della regione Lombardia (B.U.R.L.) n. 6 del 3 febbraio 2014.

Legge 6 novembre 2012, n. 190, patto d’integrità.

il Parlamento ha voluto affrontare il problema della corruzione con la legge 190 del 6 novembre 2012 dal titolo “disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione”, e sul tema del patto di integrità  è stato previsto il comma 17, articolo 1

legge 6 novembre 2012, 190 articolo 1, comma 17

“Le stazioni appaltanti possono prevedere negli avvisi, bandi di gara o lettere di invito che il mancato rispetto delle clausole contenute nei protocolli di legalità o nei patti di integrità costituisce causa di esclusione dalla gara.”

Il patto di integrità come clausola contrattuale.

Nei contratti con la pubblica amministrazione può essere inserita una clausola denominata “patto di integrità”. Questa clausola viene evidenziata nei bandi o negli allegati di gara e si presenta come un modulo scaricabile da internet ed in alcuni casi può essere ritirato presso gli uffici dell’ente appaltante. Il modulo che riporta il “patto di integrità” deve essere:

a) letto in tutte le sue parti, senza alcuna modifica;

b) sottoscritto dal legale rappresentante della ditta concorrente;

c) allegato all’offerta insieme a tutti gli altri documenti richiesti.

Nel caso di assegnazione dell’appalto, il modulo “patto di integrità” verrà allegato nel contratto come parte integrante di esso ed inserito fra le clausole con effetti obbligatori fra le parti.

Contenuto ed utilizzo del patto d’integrità.

Il patto di integrità è un formale impegno ad essere corretti ed onesti sotto ogni profilo e vincola le parti al principio della moralità e rispetto delle Leggi. Ogni ente può avere un suo particolare modulo da sottoscrivere che riporta le varie condizioni su questi temi. Il contenuto del documento/modulo si presenta con la formula della dichiarazione in cui il sottoscrittore si impegna in alcuni atti:

a) segnalare qualsiasi tentativo di concussione;

b) non offrire ai funzionari pubblici denaro, regali o tali promesse;

c) non intrattenere rapporti con i soggetti inquisiti per mafia;

d) segnalare eventuali atti illeciti giunti a propria conoscenza.

Di fatto, ogni ente può aggiungere qualsiasi altra condizione in merito a questi temi. In tempi successivi, nel caso di assegnazione, non ci possono essere “ripensamenti” con una richiesta di rettifica.

Validità.

Il “patto di integrità” sottoscritto dal legale rappresentante della ditta concorrente è valido ed operante dalla data di consegna dell’offerta fino all’esito della gara e nel caso di assegnazione, fino all’estinzione di ogni obbligazione contrattuale. La validità di questo patto è accompagnato da alcune sanzioni amministrative.

Sanzioni.

Il mancato rispetto del “patto di integrità” comporta l’applicazione di sanzioni, in funzione del periodo:

  1. prima della stipula del contratto- Se il modulo del patto di integrità non è consegnato insieme all’offerta è prevista l’esclusione dalla gara. In alcuni casi può essere disposto l’incameramento della cauzione.
  2. dopo la stipula del contratto.

Se il soggetto economico che si è aggiudicato la gara di appalto commette delle infrazioni al patto di integrità ci sono delle sanzioni amministrative molto onerose. Queste possono essere:

– risoluzione del contratto;

– escussione della cauzione di validità dell’offerta;

– escussione della cauzione di buona esecuzione del contratto;

– responsabilità per il danno arrecato nella misura del 5% del valore del contratto, impregiudicata la prova dell’esistenza di un danno maggiore;

– responsabilità per il danno arrecato agli altri concorrenti della gara nella misura del 1% del valore del contratto, per ogni partecipante e sempre impregiudicata la prova predetta; cancellazione dall’albo dei fornitori;

– esclusione dalle future gare indette dall’ente appaltante per un periodo di 5 anni.

Ogni ente può aumentare, diminuire o regolare al meglio le sanzioni di cui sopra che in ogni caso, sono indicate nel modulo e sottoscritte dal concorrente per specifica approvazione. I reati penali sono comunque perseguibili indipendentemente dalle sanzioni di cui sopra.

Modello patto di integrità

Via di Reggiana, 86 - 59100 Prato
Telefono 0574 639705
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